Camminiamo verso una pace: disarmata e disarmante

 


Disarmare i cuori per costruire la pace

C’è una parola che, più di altre, rischia di essere consumata dall’abitudine e svuotata dal rumore del mondo: pace. La pronunciamo spesso, la invochiamo nei momenti di crisi, la affidiamo agli slogan. Eppure, mai come oggi, essa chiede di essere ripensata, abitata, scelta. Non come semplice assenza di guerra, ma come cammino quotidiano, fatto di gesti, relazioni e responsabilità condivise.

È da questa consapevolezza che nasce la proposta “Camminiamo verso una pace: disarmata e disarmante”, in programma domenica 18 gennaio 2026 presso la Parrocchia di San Giovanni Bosco a Viareggio. Una giornata promossa dall’Azione Cattolica di Lucca e dalla Commissione Giustizia e Pace della Diocesi, che si inserisce nel percorso della Festa della Pace e invita credenti e non credenti, giovani e adulti, famiglie e singoli cittadini a fermarsi, ascoltare e riflettere insieme.

Viviamo in un tempo in cui le immagini di guerra scorrono senza sosta sugli schermi, mentre le parole si fanno sempre più dure e polarizzate. Il rischio è quello dell’assuefazione, della distanza emotiva, o peggio dell’indifferenza. Parlare oggi di una pace “disarmata e disarmante” significa allora andare controcorrente: scegliere la forza della nonviolenza, la logica del dialogo, la capacità di custodire l’umano anche nei conflitti più complessi.

La giornata si aprirà alle 10.30 con l’accoglienza dei partecipanti, per poi trovare il suo primo momento comunitario nella Santa Messa delle 11.00, presieduta dall’Arcivescovo Paolo. Un segno forte, che ricorda come la pace, per i cristiani, non sia un’idea astratta ma un dono da accogliere e una missione da incarnare.

Dopo il pranzo al sacco, il pomeriggio sarà dedicato ad attività organizzate per fasce d’età e a un significativo momento di confronto intergenerazionale. Bambini, giovani e adulti saranno invitati a condividere esperienze, domande e visioni, perché la pace non si costruisce da soli né in modo uniforme, ma nasce dall’incontro tra differenze che si riconoscono e si rispettano.

Cuore pubblico della giornata sarà l’incontro delle 16.45, aperto a tutta la cittadinanza, con don Franco Daneli di Pax Christi, da anni impegnato nella promozione della pace e della nonviolenza evangelica. Il suo intervento offrirà chiavi di lettura per comprendere il presente senza cedere alla rassegnazione, aiutando a riscoprire la pace come scelta possibile, concreta, urgente.

Il percorso verso la Festa della Pace non si esaurisce però in una sola giornata. Due incontri online, previsti nei giorni precedenti, accompagneranno la riflessione: il 14 gennaio con il webinar “Educazione e pace, oggi”, e il 15 gennaio con “Capire il Medio Oriente: uno sguardo storico”. Occasioni preziose per approfondire, informarsi e formare uno sguardo critico e responsabile, capace di andare oltre le semplificazioni.

L’immagine che accompagna l’evento – mani diverse che si intrecciano attorno al mondo, una colomba che porta la pace – non è solo simbolica. È una chiamata. Disarmare i cuori significa rinunciare alla logica del nemico, spezzare la catena dell’odio, scegliere parole che curano invece di ferire. Significa educare alla pace partendo dai piccoli gesti quotidiani, dalle relazioni di vicinato, dalle comunità che diventano laboratorio di fraternità.

In un mondo che sembra aver smarrito la strada del dialogo, Viareggio, per un giorno, propone di rimettersi in cammino. Non con risposte facili, ma con il coraggio delle domande. Perché la pace, quella vera, non si impone: si costruisce insieme, passo dopo passo.

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